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Compliance integrata nel Modello 231: nuove prospettive per la Governance Aziendale

- Origine e finalità del Modello 231
- I limiti dell’approccio tradizionale (Silos informativi)
- Perché passare alla Compliance Integrata?
- Il framework ISO 37301: il "Risk-based thinking"
- UNI 11961: la prima linea guida italiana per l'integrazione
- Azioni pratiche e digitalizzazione con BLuen
- FAQ: Risposte rapide sulla Compliance Integrata
- Che cos’è il Modello 231 e qual è la sua origine?
Il modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 nasce per prevenire i crimini commessi nell’interesse dell’azienda. Il Decreto 231 ha introdotto la responsabilità penale degli enti per reati commessi dai propri rappresentanti, a condizione che l’ente ne tragga un vantaggio.
Per evitare sanzioni pesanti, l’art. 6 richiede che l’azienda adotti un Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) idoneo a prevenire tali reati.
In pratica il Modello 231 (o MOG 231) è un sistema documentale: una “cornice” costituita dalla Parte Generale (principi generali, assetti, risk assessment 231), dalle Parti Speciali (mappatura rischi e protocolli per categorie di reato), dal Codice Etico e da un sistema disciplinare.
L’Organismo di Vigilanza (OdV) supervisiona costantemente il modello per garantirne l’applicazione. Se il MOG è ritenuto idoneo e attuato correttamente, l’ente può escludere la propria responsabilità penale.
- Quali sono i limiti dell’approccio tradizionale al Modello 231?
Per lungo tempo, il Modello 231 è stato concepito come un “manuale di difesa”: redatto, conservato e dimenticato. Questo approccio ha creato:
- Silos informativi: ogni funzione (legale, sicurezza, HR) svolgeva i propri controlli senza condividere i risultati.
- Duplicazione di flussi: controlli frammentati e aggiornamenti inefficienti.
- Analisi statiche: il rischio-reato veniva analizzato “una tantum”, senza legami con cyber-security, privacy o ambiente.
Questa frammentazione causa una duplicazione degli sforzi o, peggio, lascia scoperte aree di rischio critiche, offrendo una falsa sicurezza che non assicura l’interdisciplinarità necessaria.
💡 Dubbi sulla tenuta del tuo Modello 231?
Un approccio a “silos” può darti una falsa percezione di sicurezza. Se non sei sicuro che i tuoi flussi informativi siano realmente integrati, i nostri esperti possono aiutarti a mappare le criticità.
- Quando e perché è nata la compliance integrata?
Il concetto di compliance integrata nasce per superare questi limiti. Le Linee Guida Confindustria 231 (2021) suggeriscono di considerare il Modello 231 come parte di un più ampio Sistema di gestione dei rischi. Un approccio integrato (231, anticorruzione, privacy, qualità) rende i modelli più efficaci grazie al coordinamento tra funzioni aziendali.
Questo permette di ottimizzare risorse, migliorare la circolazione delle informazioni e consolidare i protocolli. Si passa così da una “compliance per compartimenti” a una compliance integrata, capace di far dialogare normativa e prassi.
- Come si collega ISO 37301 alla compliance integrata?
La norma ISO 37301:2021, che stabilisce i requisiti per i sistemi di gestione della compliance, offre il framework tecnico ideale per permettere il dialogo tra le diverse funzioni aziendali. Questa norma introduce il concetto di “pensiero basato sul rischio” (risk-based thinking), obbligando l’azienda a identificare e valutare i propri rischi normativi in modo continuativo.
In termini operativi, la ISO 37301 codifica buone pratiche fondamentali:
- Definizione di un campo di applicazione chiaro.
- Mappatura dei processi sensibili e dei meccanismi di controllo.
- Pianificazione della formazione e misurazione delle performance di compliance.
Per il Modello 231, l’adozione di questi principi è trasformativa: la definizione di un risk assessment 231 condotto secondo la ISO 37301 aiuta a creare mappe dei rischi di reato estremamente dettagliate, analizzando processi, modalità illecite, probabilità e impatti.
In questo modo, norme differenti convivono in un unico Sistema di Gestione Integrato. Come sottolineato dall’UNI, grazie alla 37301 le procedure e i controlli riferibili a sistemi normativi differenti possono finalmente dialogare tra loro, evitando inutili sovrapposizioni. Inoltre, per gli Organismi di Vigilanza (OdV), l’adozione di questo standard rende la due diligence molto più rigorosa, rendendo semplice monitorare che i protocolli 231 siano effettivi e coerenti con le altre compliance aziendali.
- Qual è il ruolo della UNI 11961 nella compliance integrata?
La UNI 11961:2024 rappresenta la naturale evoluzione delle precedenti indicazioni: si tratta di vere e proprie linee guida studiate per integrare ufficialmente la ISO 37301 con il Modello 231. Ufficialmente intitolata “Linee guida per l’integrazione del sistema di gestione per la compliance UNI ISO 37301:2021 a supporto dei Modelli 231 e degli OdV”, la 11961 costituisce il primo testo italiano che collega organicamente i due sistemi.
Essa spiega nel dettaglio come costruire un modello 231 in un’ottica di compliance integrata: suggerisce, ad esempio, l’adozione di procedure comuni di risk management, la definizione di competenze interne chiare (tra OdV, CISO e funzioni di Audit) e la creazione di flussi informativi condivisi.
Come indicato nell’Art. 3.1 della norma, la UNI 11961 crea un sistema integrato completo che connette l’intero “catalogo reati 231” alla ISO 37301, imponendo un approccio sistemico a ogni obbligo di compliance.
In pratica, grazie alla 11961 le aziende possono allineare formalmente il proprio MOG 231 alle best practice internazionali: ciò include l’esecuzione di gap analysis, la documentazione rigorosa dei processi a rischio e il monitoraggio delle attività dell’OdV secondo i criteri ISO. Come evidenziato dall’UNI, la 11961 è un “riferimento chiave per garantire la compliance integrata in azienda”. Implementare questa norma significa aggiornare il modello sfruttando metodologie già codificate, ottenendo protocolli più robusti e facili da mantenere.
In sintesi: Cosa dicono gli esperti sulla Compliance Integrata?
La compliance integrata trasforma il MOG 231 da documento isolato a sistema dinamico. Utilizzando le metodologie codificate dalla UNI 11961:2024, le aziende possono allineare i propri protocolli alle best practice internazionali, effettuando gap analysis rigorose e documentando ogni processo in modo trasparente e robusto.
Troppa teoria? Guarda la pratica.
Comprendere come applicare la UNI 11961:2024 può sembrare complesso. Abbiamo preparato una breve video-guida che mostra come BLuen traduce questi standard internazionali in azioni quotidiane per il tuo OdV.
- Quali sono le azioni pratiche per una compliance integrata?
Per rendere operativa la compliance integrata, è utile partire da un’analisi dei rischi aziendali combinata, integrando il risk assessment 231 con quello di altri ambiti come sicurezza e anticorruzione. In questa fase, l’OdV e la compliance aziendale possono effettuare valutazioni congiunte delle vulnerabilità.
È consigliabile poi adottare strumenti informatici che supportino l’integrazione, offrendo la possibilità di condividere dati e controlli, limitando il margine di errore materiale e garantendo la tutela dell’accesso al dato. Un tool dedicato come BLuen consente di tracciare centralmente:
- Gli adempimenti 231.
- I flussi informativi verso l’OdV.
- Le scadenze di audit e le relative azioni correttive.
Questo approccio evita che procedure analoghe, come la gestione delle segnalazioni (Whistleblowing) o la formazione, rimangano disgiunte e inefficienti.
La digitalizzazione del MOG 231 favorisce inoltre report automatici e dashboard integrate di controllo. Dal punto di vista organizzativo, è fondamentale stimolare la collaborazione tra l’OdV, i responsabili di funzione e la direzione, predisponendo protocolli comuni che chiariscano gli standard trasversali. Ogni revisione del modello deve includere la rielaborazione della mappatura dei processi a rischio, senza dimenticare la formazione interna per sensibilizzare il personale sulla cultura della compliance.
📍 Il valore della prossimità territoriale
Come partner tecnologico con sede a Gallarate, supportiamo attivamente le imprese del cluster tecnologico locale e le realtà industriali di Busto Arsizio, Legnano, Varese e Milano. Essere vicini ai nostri clienti ci permette di offrire sessioni di formazione e setup del software direttamente presso le sedi aziendali del territorio.
Smetti di rincorrere le scadenze: passa alla Compliance Integrata
La gestione manuale della 231 non è più sostenibile con i nuovi standard ISO e UNI. BLuen è l’unico software in cloud progettato per centralizzare flussi, documenti e comunicazioni OdV in un unico punto di controllo.
Vedremo insieme come mappare i tuoi processi attuali sulla nostra piattaforma.
- FAQ
Cos'è il risk-based thinking applicato alla 231?
È un approccio derivato dalla ISO 37301 che impone l’identificazione e la valutazione dei rischi normativi in modo continuativo e sistemico, non più come evento isolato.
Come aiuta la UNI 11961 l'Organismo di Vigilanza?
Fornisce all’OdV criteri ISO chiari per monitorare che i protocolli 231 siano effettivi, coerenti e integrati con le altre funzioni aziendali.
Quali sono i vantaggi di un software gestione 231 come BLuen?
Semplifica la gestione documentale, centralizza i flussi informativi e permette l’interazione con altre normative di settore, realizzando concretamente la compliance integrata.
Qual è il vantaggio principale della UNI 11961?
Permette di allineare il MOG 231 a standard ISO internazionali, rendendo i protocolli più robusti e interoperabili.
Perché la digitalizzazione è importante per la compliance integrata?
Perché centralizza i dati, elimina i silos informativi e riduce l’errore umano nella gestione dei flussi OdV